mercoledì 10 dicembre 2008
Concorso fotografico sulla smania di correre
I marciatori che intendono partecipare al 1º Concorso fotografico promosso dal gruppo podistico Lo Scarpone di Padova, dal tema: «Correndo, camminando, passeggiando» possono presentare le opere fino a domenica 15 settembre. Si può aderire all’iniziativa con stampe a colori (anche da diapositiva) che facciano emergere la frenesia di correre, la necessità di camminare e il piacere di passeggiare. Le stampe, in numero massimo di quattro, dovranno avere la misura di cm. 30x45. Si possono inviare anche foto di formato minore purché montate su cartoncino leggero delle suddette dimensioni. Sul retro dovranno recare titolo, numero d’ordine, nome, cognome, indirizzo e telefono dell’autore. La giuria, composta da Enrico Anzani del negozio Rce di via Romana Aponense (Centro commerciale «Il Borgo»), Gianfranco Bettio e Paolo Martin del gruppo Lo Scarpone, Giampaolo Mercanzin e Silvano Soldà dei comitati Fiasp e Marciapadova, Gustavo Millozzi della Fiap e Marco Munari dell’associazione PH, esaminerà le foto il 21 settembre. Info: 049 715573; 8827320.
martedì 25 novembre 2008
VENEZIA: MAXIOPERAZIONE ANTIDROGA DELLA POLIZIA, SGOMINATA BANDA 'ZIO D'AMERICA'
Venezia, 24 nov. (Adnkronos) - Ci e' voluto un anno e mezzo per la squadra mobile di Venezia per tornare ad incastrare Silvio Maritan: l'uomo, detto lo Zio d'America, dopo un lungo periodo in carcere, per omicidio era tornato in liberta' ed era riuscito a reimmettersi nel mercato della droga. Mentre il suo ex capo, Felice Maniero, si e' "convertito" ed e' diventato collaboratore di giustizia (proprio oggi il rinvio di una udienza al prossimo febbraio), Maritan si e' attorniato di leve, vecchie e nuove, ed ha rimesso in piedi il business dello spaccio di droga dalla Spagna verso il Veneto Orientale: cocaina sopratutto. Nonostante il capo banda non potesse allontanarsi da San Dona' di Piave, ove risiedeva perche' ancora coinvolto nel famoso processo Rialto alla mafia del Brenta, risuciva a controllare lo smercio della droga aiutato da papa' Luciano (61enne) che si occupava dell'acquisto e controllo del materiale. In manette ad opera della Mobile veneziana, in collaborazione con altre unita' del Veneto, anche Giancarlo Bettio, 48 anni, abitante a a Codevigo (Padova), Luciano Fregonese, 62 anni, di San Dona' di Piave (Venezia), Luciano Maritan, 43 anni, di San Dona' di Piave (Venezia), Giuseppe Mirizzi, 48 anni, abitante a San Dona' di Piave, Massimo Miroglio, 40 anni, di San Dona' di Piave (Venezia), Marjus Yzeri, albanese residente a Brugnera (Pordenone), Maurizio Montagner, 59 anni, residente a San Dona' di Piave, Jose' Manuel Rodriguez Carrasco, spagnolo di 40 anni, gia' detenuto perche' gia' arrestato nell'ambito della indagine, Domenico Celardo, 49 anni, residente a San Dona' di Piave, anche egli gia' detenuto; infine Irene Gorghetto, 21 anni, e Manola Lava, 32 anni, entrambe di Fossalta di Piave (Venezia), note con il soprannome di Thelma e Louise, gia' detenuta perche' pizzicate mentre trasportavano dorga all'uscita di un casello autostradale; tra gli altri in carcere anche Lorenzo Crosera, 27 anni, residente a Caorle (Venezia), Silvano Maritan, 61 anni, di San Dona' di Piave (VE), Luca Fregonese, 29 anni, di San Dona' di Piave e Bernardo Litrico, 33 anni, di San Dona' di Piave.Una sedicesima persona, E.L., risulta ai domiciliari. Sono state inoltre eseguite 13 perquisizioni. Tutti gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di plurimi episodi di acquisto, importazione dalla Spagna, ma anche Sud America, e cessione di cocaina destinata al mercato veneto: fatti commessi tra il 2007 ed il 2008. Infine a carico di Silvano Maritan, Celardo, Fregonese e Rodirguez vi e' anche l'aggravante di reati compiuti in associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
sabato 19 gennaio 2008
BETTIO DI BELLUNO E PROVINCIA

Madonna della Cintura
COI DI ZOLDO - Pala dell'altare della Beata Vergine della Cintura (particolare). Il 17 agosto 1732 i regolieri di Coi chiesero al vescovo Domenico Condulmer di poter erigere un altare in onore della Beata Vergine della Cintura; la concessione porta la data dell'11 luglio 1737. L'altare venne poi indorato da Filippo De Bettio, nel 1755, come appare da una scritta laterale.La particolare devozione offre una preziosa documentazione dei legami tra la Regola Grande dai Coi e quella, confinante, di Vodo di Cadore.
Il maso di Iral, nel territorio della Regola dai Coi, era infatti una proprietà di signori di Vinigo, lavorato da coloni zoldani. Non è difficile ipotzzare che, almeno nella buona stagione, giungevano a visitarlo e a risiedervi, per qualche periodo, i proprietari di Vinigo. E questi, da buoni cristiani, andavano a messa alla chiesa parrocchiale, a Fusine, ma anche, ogni tanto, a quella di Coi, centro della comunità regoliera. E gli abitanti di Coi, altrettanto religiosi, vennero coinvolti nella devozione che i cadorini avevano per la Madonna della Cintura.
Una devozione testimoniata a Vinigo, Lorenzago, San Nicolò di Cadore e, fuori del Cadore, a quanto sembra solo a Coi di Zoldo. Il dipinto, di autore ignoto, raffigura una robusta Madonna assunta che, a piene braccia, offre ai suoi fedeli la cintura di protezione; alla sua destra e alla sua sinistra Sant'Agostino d'Ippona (dal volto tizianesco), sua madre Santa Monica, umanissima, e una leggiardetta Santa Rita da Cascia; più in basso, non visibile nella fotografia, il famoso angelo del dialogo di Sant'Agostino sulla Trinità.
Si ringrazia Don Floriano Pellegrini per la recensione.
sabato 22 dicembre 2007
Betio (Tarawa)

Tarawa Atoll is located in the central Pacific Ocean. It is composed of a chain of coral islets with an area of 23 sq km (about 9 square miles) and a population of 28,802 (in 1990). The capital is located on the islets of Bairiki. Tarawa atoll is shaped like a triangle with it's base running pretty much E-W. The base is a chain of islands and so is the eastern side right to the tip. The western side is a reef all the way with a big passage just north of the western corner. Betio is the first island on the left (W) separated by about two miles to Bairiki. Pronounced 'Bes-she-o'
HistoryJapanese forces occupied the island on December 9, 1941. On November 20, 1943, US forces arrived to secure the island. A heavy naval and aerial bombardment of Betio preceded the landing of 5,000 men of the 2nd Marine Division. Due to the Coral Reefs around the islands, American landing craft could not reach the shore. Close to 1,000 Americans were killed, and over 2,000 wounded during the operation. The war relics on Betio are a reminder of the thousands of American and Japanese soldiers killed there in WWII.
American Missions Against Tarawa (Betio)January 26, 1943 - November 19, 1943
TodayBetio Island, probably the most populous in Kiribati, has the port, shipyard and main power station. Betio has a large number of war relics, after fierce fighting during the major marine assault.arawa is one of the most densely populated areas in the Pacific, and it's estimated that by the year 2000 it could have a similar population density to Hong Kong. The locals have made a mess of their island, particularly in the invasion beach areas. If you go there you will be shocked to see the vast rubbish dump they have made out of red beach two to the west side of the original jetty of which only the outline can/could be seen at low tide.
Betio Lagoon (Tarawa Lagoon)Jetty, Reef and lagoon area important in the landing.
US Marine War MemorialLocated at the Prince Philip Park, to honor the USMC veterans of the Red Beach Nov 1943Dennis Letourneau
The end of the stone breakwater marks the end of Red Beach 1 and the beginning of Red Beach 2 on the lagoon side of Betio Island. The curved inlet of Red Beach 1 is visible in the distance. Today, bits of rusted wreckage still litter the reef at low tide.
Stan Gajda reports:"When I first had a look at the lagoon floor near the jetty opposite Red Beach 3, the place was just littered with junk. It was like an untouched battlefield. Once I found three boxes of 30 06 ammo all encrusted outside. Inside the ammo was like new. I even took some apart here and used the powder to load up some 7.7 rounds for the Carlson gun which we then fired. It burnt just fine! I have even found land mines in the lagoon which were not fused."
HistoryJapanese forces occupied the island on December 9, 1941. On November 20, 1943, US forces arrived to secure the island. A heavy naval and aerial bombardment of Betio preceded the landing of 5,000 men of the 2nd Marine Division. Due to the Coral Reefs around the islands, American landing craft could not reach the shore. Close to 1,000 Americans were killed, and over 2,000 wounded during the operation. The war relics on Betio are a reminder of the thousands of American and Japanese soldiers killed there in WWII.
American Missions Against Tarawa (Betio)January 26, 1943 - November 19, 1943
TodayBetio Island, probably the most populous in Kiribati, has the port, shipyard and main power station. Betio has a large number of war relics, after fierce fighting during the major marine assault.arawa is one of the most densely populated areas in the Pacific, and it's estimated that by the year 2000 it could have a similar population density to Hong Kong. The locals have made a mess of their island, particularly in the invasion beach areas. If you go there you will be shocked to see the vast rubbish dump they have made out of red beach two to the west side of the original jetty of which only the outline can/could be seen at low tide.
Betio Lagoon (Tarawa Lagoon)Jetty, Reef and lagoon area important in the landing.
US Marine War MemorialLocated at the Prince Philip Park, to honor the USMC veterans of the Red Beach Nov 1943Dennis Letourneau
The end of the stone breakwater marks the end of Red Beach 1 and the beginning of Red Beach 2 on the lagoon side of Betio Island. The curved inlet of Red Beach 1 is visible in the distance. Today, bits of rusted wreckage still litter the reef at low tide.
Stan Gajda reports:"When I first had a look at the lagoon floor near the jetty opposite Red Beach 3, the place was just littered with junk. It was like an untouched battlefield. Once I found three boxes of 30 06 ammo all encrusted outside. Inside the ammo was like new. I even took some apart here and used the powder to load up some 7.7 rounds for the Carlson gun which we then fired. It burnt just fine! I have even found land mines in the lagoon which were not fused."
Bethio - The Principality of Bethio and his Prince.

The Principality of Bethio (also spelled Bequio, Bekio, Bitio, Bétio or Beetyo) was a small monarchy located for centuries along the lower Senegal River valley, on the border between modern Mauritania and Senegal, in the northeast of Biffeche. In the 18th Century it was also called the "Royaume d'Oral". Its capital was at Poum, then moved to N'Dombo, and finally moved to Ross, Senegal in the 19th Century (called Ross-Bethio since then). The original, fertile farmlands of Bethio are in a region just east of the Djoudj National Bird Sanctuary.
In the 1720s, the Brak (king) of Oualo (Waalo) was Erim M'Bagnick (Yérim Mbañik) and Béquio Malicouri king of the Royaume d'Oral was his vassal. The latter appears to have been succeeded by Fara Coro.
In the 18th century the most famous "Prince Bethio" was Maalixuri (Malichouri) (Malikhuri Diop ) who was legendary for his cleverness, changes of strategy, and defiance in disputes with the Kingdom of Waalo and with the French at Saint-Louis, Senegal.
Today, Abdoulaye Diop, the current Prince Bethio, lives at Ross-Bethio where he is a Senegalese political leader.
In the 1720s, the Brak (king) of Oualo (Waalo) was Erim M'Bagnick (Yérim Mbañik) and Béquio Malicouri king of the Royaume d'Oral was his vassal. The latter appears to have been succeeded by Fara Coro.
In the 18th century the most famous "Prince Bethio" was Maalixuri (Malichouri) (Malikhuri Diop ) who was legendary for his cleverness, changes of strategy, and defiance in disputes with the Kingdom of Waalo and with the French at Saint-Louis, Senegal.
Today, Abdoulaye Diop, the current Prince Bethio, lives at Ross-Bethio where he is a Senegalese political leader.
BETTIO CARLA

Sabato 7 luglio 2007 presso il municipio di Castellavazzo con la presenza del critico Silvano Cavallet, verrà inaugurata la mostra personale di Carla Bettio, apprezzata artista locale dalla poliedrica attività. Il Comune di Castellavazzo e l’Associazione Pietra e Scalpellini hanno voluto dare adeguato risalto a questa artista che nelle sue opere interpreta il paesaggio e la tradizione locale.
Franco Roccon, Sindaco di Castellavazzo, nel suo intervento ha voluto ricordare l’importanza del sostegno attribuito nei confronti di queste iniziative, che va ben oltre il puro significato artistico. Difatti l’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della Sagra Paesana, che si terrà nei giorni 13-14-15 luglio, che vedrà tra l’altro anche l’inaugurazione del Percorso Storico Archeologico Naturalistico della Gardona e, il giorno 21 luglio, l’assemblea annuale dell’Associazione Bellunesi del Mondo.
Incisioni, tempere e acquerelli permettono ai visitatori della mostra di immedesimarsi nel colorato universo di Carla Bettio, fatto di ricordi, di scorci, di visioni delicate che esplodono spesso in un caleidoscopio di colori capace di attirare sia la gente comune che i palati artisticamente più raffinati. La carriera artistica di questa “casalinga felice e tuttologa”, come ama definirsi, è iniziata fin da giovane ed ha saputo trovare collocazione all’interno dei percorsi culturali veneti.
Assidua frequentatrice della Sala De Luca e delle iniziative che attorno ad essa gravitano, la Bettio vanta un fornito curriculum di esposizioni sia personali che collettive, incontrando in ogni occasione gli indiscussi riconoscimenti della critica. Renzo De Luca, Rino Pinto, Aurora Pison, Patrizia Fiasconaro e Renata Carraro hanno tessuto le lodi all’operato di questa artista bellunese, marcandone sia le linee ispiratrici del messaggio creativo sia la padronanza della realizzazione tecnica, espressa di volta in volta con sfaccettature diverse.
L’elemento caratterizzante del forte legame con il territorio, è proprio il punto forte dell’operato di quella che un tempo era solo, anche se validissima, una pittrice, ma che attualmente sa confrontarsi con le incisioni e le altre trasformazioni dei materiali. Quasi a voler evidenziare il concetto ispiratore delle opere, quest’ultime talvolta sono accompagnate da spontanei pensieri e versi che ne approfondiscono il messaggio o che, se analizzati in profondità, ne lasciano trasparire significati collaterali.
La mostra sarà aperta dal 7 al 23 luglio con orari 9.00-13.00 dal lunedì al sabato e 16.30-18.00 nei giorni di lunedì, martedì e giovedì; nei giorni 13, 14, 15, 21 e 22 luglio l’orario di apertura sarà dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Maggiori informazioni sul sito internet http://www.pietraescalpellini.it./
Franco Roccon, Sindaco di Castellavazzo, nel suo intervento ha voluto ricordare l’importanza del sostegno attribuito nei confronti di queste iniziative, che va ben oltre il puro significato artistico. Difatti l’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della Sagra Paesana, che si terrà nei giorni 13-14-15 luglio, che vedrà tra l’altro anche l’inaugurazione del Percorso Storico Archeologico Naturalistico della Gardona e, il giorno 21 luglio, l’assemblea annuale dell’Associazione Bellunesi del Mondo.
Incisioni, tempere e acquerelli permettono ai visitatori della mostra di immedesimarsi nel colorato universo di Carla Bettio, fatto di ricordi, di scorci, di visioni delicate che esplodono spesso in un caleidoscopio di colori capace di attirare sia la gente comune che i palati artisticamente più raffinati. La carriera artistica di questa “casalinga felice e tuttologa”, come ama definirsi, è iniziata fin da giovane ed ha saputo trovare collocazione all’interno dei percorsi culturali veneti.
Assidua frequentatrice della Sala De Luca e delle iniziative che attorno ad essa gravitano, la Bettio vanta un fornito curriculum di esposizioni sia personali che collettive, incontrando in ogni occasione gli indiscussi riconoscimenti della critica. Renzo De Luca, Rino Pinto, Aurora Pison, Patrizia Fiasconaro e Renata Carraro hanno tessuto le lodi all’operato di questa artista bellunese, marcandone sia le linee ispiratrici del messaggio creativo sia la padronanza della realizzazione tecnica, espressa di volta in volta con sfaccettature diverse.
L’elemento caratterizzante del forte legame con il territorio, è proprio il punto forte dell’operato di quella che un tempo era solo, anche se validissima, una pittrice, ma che attualmente sa confrontarsi con le incisioni e le altre trasformazioni dei materiali. Quasi a voler evidenziare il concetto ispiratore delle opere, quest’ultime talvolta sono accompagnate da spontanei pensieri e versi che ne approfondiscono il messaggio o che, se analizzati in profondità, ne lasciano trasparire significati collaterali.
La mostra sarà aperta dal 7 al 23 luglio con orari 9.00-13.00 dal lunedì al sabato e 16.30-18.00 nei giorni di lunedì, martedì e giovedì; nei giorni 13, 14, 15, 21 e 22 luglio l’orario di apertura sarà dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Maggiori informazioni sul sito internet http://www.pietraescalpellini.it./
BETTIO ALESSANDRO

Alessandro Bettio (1955) è nato e vive a Venezia. La passione per la fotografia lo accompagna fin da bambino. Ha cominciato con una Pentax, e continua. Le sue foto nascono da un'osservazione costante della realtà quotidiana, ma anche da occasioni di viaggi che diventano veri e propri diari fotografici. Socio del "Circolo Fotografico La Gondola".Ultime esposizioni: La geometria del quotidiano, Bergamo (marzo 2004), Scatti di ordinaria geometria, Venezia Spazioeventi Mondadori (luglio 2004), Lo sguardo duplicato, Venezia, Il Viaggiatore Novecento (giugno 2005).
Iscriviti a:
Commenti (Atom)